Fillerina Transdermic Body Care

Trattamenti Corpo con nuova Tecnologia Transdermica

Innovazione Mondiale

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H Hand Ultra Care Labo Transdermic Technology

INTRODUZIONE

Gli acidi ialuronici presenti in Fillerina la rendono diversa da qualsiasi altro preparato dermo-cosmetico: l’unicità di Fillerina risiede proprio in ciò: la capacità di penetrare i vari strati cutanei in maniera modulata supplendo al deficit di acido ialuronico che con l’invecchiamento cutaneo svuota la pelle oppure che non è sufficiente a mantenerla soffice e turgida. Infatti una delle maggiori proprietà dell’acido ialuronico è quella di poter legare moltissime molecole di acqua (migliaia di volte il proprio peso) che servono a dare turgore e riempimento agli strati cutanei,
realizzando l’effetto filler.

Ma gli acidi ialuronici hanno anche molte altre proprietà che li rendono tra le molecole attive più utili per la giovinezza e il benessere della pelle: grazie al suo legame con l’acqua l’acido ialuronico contrasta la secchezza cutanea; è coinvolto nell’organizzazione della matrice extracellulare dove interagisce con altre macromolecole, primo fra tutti il collagene; interviene nella proliferazione e migrazione cellulare; interviene nella riparazione e rigenerazione dei tessuti; influenza favorevolmente la guarigione delle ferite; stimola la formazione del collagene e influenza il diametro e la disposizione delle fibre; induce la risposta immunitaria; stimola la crescita delle cellule endoteliali (angiogenesi).
 

LA TECNOLOGIA TRANSDERMICA

Con lo sviluppo del progetto Fillerina, a partire dal 2007, sono state realizzate molteplici ricerche con lo scopo di verificare la reale capacità di penetrazione dell’acido ialuronico negli strati cutanei, comparato all’acido ialuronico inoculato attraverso le iniezioni effettuate in medicina estetica.

Gli esperti Labo hanno verificato che la capacità di penetrazione è strattamente legata alla dimensione delle molecole: più una molecola è piccola, maggiore è la quantità che può entrare
nella pelle. Per questo sono state sviluppate ben 8 molecole di acido ialuronico ognuna con un diverso peso molecolare e con diversa capacità di penetrazione dallo strato corneo fino all’epidermide e al derma.

I risultati ottenuti, che hanno permesso di ottenere il primo brevetto Fillerina, hanno anche aperto una nuova strada per quanto riguarda la capacità penetrativa delle molecole che devono svolgere attività funzionale all’interno di un preparato dermo-cosmetico.

Nasce così la TECNOLOGIA TRANSDERMICA di Labo, brevettata, ed applicata ai nuovi preparati Labo per il corpo: FILLERINA® TRANSDERMIC BODY CARE
 

CELLE DI FRANZ

Le molecole attive vengono sottoposte a test di penetrazione transdermica: la metodica per la valutazione delle concentrazioni che penetrano nei vari strati della pelle è quella utilizzata dalla medicina e dalla farmacologia per testare il rilascio dei farmaci attraverso i tessuti cutanei. Il sistema con Celle di diffusione di Franz rappresenta oggi uno dei metodi più importanti per la ricerca sulla penetrazione transdermica dei farmaci.

Il sistema delle Celle di diffusione di Franz rappresenta un modello di laboratorio con cui si simula ciò che avviene in realtà, modificando di volta in volta i parametri e le variabili che si vogliono valutare. Con questo sistema, denominato Celle di Franz dal nome dello studioso che per primo le ha proposte (T. Franz, 1975), si può avere un’idea precisa del comportamento in vivo delle sostanze sottoposte a test e ottenere informazioni sulle cinetiche di penetrazione.

La strumentazione delle celle di Franz consiste di due compartimenti, uno superiore (donatore) e uno inferiore (ricevente) tra i quali viene posta la membrana (sezione di pelle) da studiare. Il tutto viene sigillato in modo che non ci possano essere perdite delle soluzioni usate per il test. La sostanza da testare viene disciolta in un opportuno solvente e posta nel comparto donatore. Quello ricevente viene riempito a sua volta con una soluzione che ha il ruolo di simulare l’ambiente interno dell’organismo, generalmente costituita da soluzione fisiologica, eventualmente modificata a seconda della sostanza che si sta studiando.
 

LA PENETRAZIONE TRANSDERMICA

Questo tipo di test determina la quantità di attivo che permea la membrana a intervalli di tempo determinati. La camera viene mantenuta a temperatura costante di 37°C. Le sostanze che entrano in contatto con la cute penetrano attraverso lo strato corneo (10 - 20 micron) per via trans-cellulare e per via intercellulare o attraverso gli annessi piliferi, si diffondono nell’epidermide (40 - 100 micron) e infine penetrano nel derma (3 - 5 mm). A tempi sperimentali prestabiliti si rilevano le percentuali di attivi penetrati nella cute, mantenendo separati i dati che si riferiscono all’epidermide e al derma.
 

RUOLO DEGLI ENHANCER

Gli enhancer sono sostanze in grado di aumentare la penetrazione transcutanea di sostanze funzionali e di modificare reversibilmente le caratteristiche di barriera della cute. Gli enhancer di penetrazione potenziano la penetrazione di un attivo attraverso la pelle soprattutto attraverso l’interazione dell’enhancer stesso con i lipidi intercellulari, alterando l’organizzazione dei lipidi dello strato corneo e la struttura lamellare altamente ordinata della barriera cutanea.

Per queste notevoli proprietà, 3 enhancer, nello specifico il Pentylene Glycol, il Decylene Glycol e il Caprylyl Glycol, vengono inseriti in tutti i preparati Fillerina Transdermic Body Care e fanno parte del brevetto Transdermic Technology di Labo.
 

NUOVA FILOSOFIA

Labo ha utilizzato questa metodologia applicandola alle più diverse molecole attive ad utilizzo dermo-cosmetico. Da queste ricerche nasce la nuova filosofia di Labo:

No Injection,
Yes Transdermic Technology


Un’innovazione esclusiva mondiale.